martedì 3 settembre 2013

Introduzione


Parlando di disturbi di personalità ci riferiamo ad un gruppo eterogeneo di disturbi psicologici caratterizzati da modalità di comportamento e di esperienza interiore persistenti, pervasive e inflessibili tali da deviare notevolmente rispetto alle aspettative della cultura dell'individuo.
Queste problematiche si manifestano in almeno due delle seguenti aree:
- cognizione ( modalità di percepire e interpretare se stessi, gli altri e gli avvenimenti)
- emozione ( varietà, intensità, e adeguatezza della risposta emotiva)
- funzionamento interpersonale
- controllo degli impulsi
Questi modelli di comportamento e di esperienza interiore determinano disagio clinicamente significativo e compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti della vita e non sono giustificati come manifestazione o conseguenza di un altro disturbo mentale, ne collegati agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (droga, farmaco) o di una condizione medica generale ( per es. trauma cranico).
Il DSM-IV-TR individua 10 differenti disturbi di personalità che vengono classificati all'interno di tre gruppi, i quali riflettono la presenza di elementi comuni:
Gruppo A: caratterizzati da un comportamento strano eccentrico
Gruppo B: caratterizzati da un comportamento amplificativoemotivo imprevedibile
Gruppo C: caratterizzati da un comportamento ansioso timoroso
Un serio problema presentato dai disturbi di personalità è rappresentato dal loro elevato livello di comorbilità sia con altri disturbi psicologici, sia degli uni con gli altri.
Oltre il 50% delle persone a cui viene diagnosticato un disturbo di personalità soddisfa i criteri diagnostici di un altro disturbo di personalità, e più dei due terzi soddisfano nell'arco della vita i criteri per il disturbo depressivo maggiore.

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